Sto temporaneamente in una casa nuova e ho una bella cucina vuota.
Le dotazioni, minime, non mi consentono grandi esperimenti quindi da qui, e per qualche mese, i post saranno da considerarsi shameless per la maggiore, se possibile, semplicità dei piatti e per le brutte foto.
Questa delle foto è l'ennesima scusa: brutte erano e brutte saranno, solo che ora il cibo starà sempre su piatti bianchi a pois verdi. Anche simpatici dal vivo, ma per niente fotogenici. Come me.
Il primo piatto che vi propongo è il frutto della spesa alla LIDL; sapete già che è un mio guilty pleasure ma al momento la scelta viene anche da necessità logistiche ed economiche: scrauso is the word.
Alla LIDL, indipendentemente dalla stagione e dal parallelo, si trovano dei peperoni rossi, simili ai friggitelli, buoni e dolcissimi; verosimilmente radioattivi, che ve lo dico a fare.
Io li compro e li mangio, in attesa di brillare al buio.
Farfalle integrali in crema di cannellini con peperoni caramellati.
200 gr di farfalle integrali
1 latta di fagioli cannellini sgocciolati
olio evo
origano
un bicchiere di brodo vegetale
1 spicchio d'aglio
pepe nero
due peperoni rossi dolci
una noce di burro
origano
sale
un cucchiaino di zucchero
La pasta la sapete cuocere.
Soffriggete aglio e origano abbondante in poco olio a fiamma bassa. Quando l'aglio sarà appena dorato, unite i cannellini e fate insaporire.
Versate il brodo tiepido, aspettate l'ebollizione poi levate dal fuoco.
Frullate tutto col coso a immersione (nella mia casa ipodotata, l'attrezzo costa 9 soldi e però funziona).
Aggiungete abbondante pepe e aggiustate di sale.
Affettate i peperoni a striscioline sottili e saltateli in una padella in cui avrete fatto rosolare burro e origano.
Salate e dopo circa dieci minuti aggiungete lo zucchero, fate appena caramellare e spegnete la fiamma.
Condite la pasta con la crema, con cui avrete velato pure i piatti, e completate coi peperoni.
Buono assai e mica garantito che con ingredienti di qualità venga meglio... disse la volpe guardando l'uva all'emporio biologico.
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giovedì 20 febbraio 2014
venerdì 29 novembre 2013
Sconfitte annunciate
Due settimane fa, con un'amica, sono stata coinvolta in una sfida culinaria ispirata alla cucina orientale.
Siamo state miseramente umiliate, meritandolo.
Non ho assaggiato i piatti della concorrenza vietnamita ma presumo fossero validi.
I nostri, invece, erano esperimenti improvvisati di cucina cinese, peggiorati da questioni logistiche, tipo il moltiplicarsi delle persone da servire, che ci ha costrette a trasformare le nostre due già improbabili ricette in pastoni per cani.
Soprattutto quella curata da me.
Ecco io voglio rifarmi!
Con una ricetta diversa, ancorché d'ispirazione orientale, ma soprattutto con DOSI DA DUE!
Le moltiplicazioni per l'eventuale pastone ve le fate da soli.
una cipolla
2 carote
14 cavolini di Bruxelles
acqua
olio di semi
zenzero
peperoncino
salsa di soia
tofu a piacere, meglio se affumicato
100gr di spaghetti integrali
Tagliate la cipolla a fette, separando, poi, i vari anelli.
Pulite le carote e con una mandolina tagliatele a nastri per il lungo.
Levate le foglie più esterne dei cavolini e tagliateli in 4 spicchi per il lungo. Fateli bollire in acqua salata per dieci minuti. Scolateli ma tenete l'acqua in ebollizione.
Tagliate il tofu a dadini e rosolatelo nella wok con un goccio d'olio di semi.
Lo so che l'olio di semi fa schifo, ma è il più adatto alle preparazioni orientali.
A pensarci bene, la considerazione vale sia per l'olio che per il tofu che è, di fatto, cartone bagnato; ma affumicato è buono tutto quindi preferite quello.
Quando il tofu avrà fatto una leggera crosticina, mettetelo da parte e nella wok fate rosolare, sempre in pochissimo olio di semi, la cipolla e le carote affettate.
Aspettate che si inteneriscano e intanto spezzate gli spaghetti a metà e calateli nell'acqua bollente. Scolateli al dente, molto al dente.
Tenete da parte l'acqua di cottura.
Quando le verdure saranno tenere, unite i cavolini, saltateli un attimo e aggiungete la pasta.
Condite il tutto con un cucchiaio di salsa di soia, peperoncino e zenzero abbondanti.
Aggiungete poco meno di tre mestoli d'acqua di cottura e lasciate che la pasta concluda la propria cottura mantenendola appena brodosa.
Completate col tofu a dadini.
Se vi state chiedendo perché il tofu, nelle mie foto, risulti bianchissimo, la risposta è che a quello affumicato ho pensato dopo e pure alla rosolatura.
Quindi, in pratica, io ho mangiato cartone. Gnam! proprio.
E no, quella non è la tazza del caffellatte, quella è una tazza grande come la mia testa.
Siamo state miseramente umiliate, meritandolo.
Non ho assaggiato i piatti della concorrenza vietnamita ma presumo fossero validi.
I nostri, invece, erano esperimenti improvvisati di cucina cinese, peggiorati da questioni logistiche, tipo il moltiplicarsi delle persone da servire, che ci ha costrette a trasformare le nostre due già improbabili ricette in pastoni per cani.
Soprattutto quella curata da me.
Ecco io voglio rifarmi!
Con una ricetta diversa, ancorché d'ispirazione orientale, ma soprattutto con DOSI DA DUE!
Le moltiplicazioni per l'eventuale pastone ve le fate da soli.
una cipolla
2 carote
14 cavolini di Bruxelles
acqua
olio di semi
zenzero
peperoncino
salsa di soia
tofu a piacere, meglio se affumicato
100gr di spaghetti integrali
Tagliate la cipolla a fette, separando, poi, i vari anelli.
Pulite le carote e con una mandolina tagliatele a nastri per il lungo.
Levate le foglie più esterne dei cavolini e tagliateli in 4 spicchi per il lungo. Fateli bollire in acqua salata per dieci minuti. Scolateli ma tenete l'acqua in ebollizione.
Tagliate il tofu a dadini e rosolatelo nella wok con un goccio d'olio di semi.
Lo so che l'olio di semi fa schifo, ma è il più adatto alle preparazioni orientali.
A pensarci bene, la considerazione vale sia per l'olio che per il tofu che è, di fatto, cartone bagnato; ma affumicato è buono tutto quindi preferite quello.
Quando il tofu avrà fatto una leggera crosticina, mettetelo da parte e nella wok fate rosolare, sempre in pochissimo olio di semi, la cipolla e le carote affettate.
Aspettate che si inteneriscano e intanto spezzate gli spaghetti a metà e calateli nell'acqua bollente. Scolateli al dente, molto al dente.
Tenete da parte l'acqua di cottura.
Quando le verdure saranno tenere, unite i cavolini, saltateli un attimo e aggiungete la pasta.
Condite il tutto con un cucchiaio di salsa di soia, peperoncino e zenzero abbondanti.
Aggiungete poco meno di tre mestoli d'acqua di cottura e lasciate che la pasta concluda la propria cottura mantenendola appena brodosa.
Completate col tofu a dadini.
Se vi state chiedendo perché il tofu, nelle mie foto, risulti bianchissimo, la risposta è che a quello affumicato ho pensato dopo e pure alla rosolatura.
Quindi, in pratica, io ho mangiato cartone. Gnam! proprio.
E no, quella non è la tazza del caffellatte, quella è una tazza grande come la mia testa.
giovedì 7 novembre 2013
Patate e batate
L'uno doveva essere un raviolo aperto, che però sembra una lasagna quindi, in pratica, è una lasagna.
L'altra è una vellutata che serve a far finta che io posti anche ricette sane.
La vellutata è di patate dolci ma è al curry; il che significa che la mia casa puzzerà per una settimana e che la base della vellutata potrebbero essere anche giornali vecchi ché tanto il mix speziato copre tutto.
Però è buona
I ravioli-lasagna mi son costati due piatti perché sono una deficiente e li ho infornati direttamente sui piatti da portata che si sono giustamente spaccati... neanche col Nintendo 8 bit ero così brava al tiro al piattello.
Per riempire circa sei ciotole di vellutata:
500 gr di patate dolci o giornali vecchi o gommapiuma o trucioli di legno
2 cucchiaini di curry
1/4 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di zenzero
2 cucchiaini di spezie La saporita
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
750 ml di brodo vegetale
250 ml di latte di cocco
yogurt
olio evo
La cosa più lunga è pelare le patate dolci che sono irregolari e bitorzolute e che, tutto sommato, fanno riconsiderare l'ipotesi truciolare di legno.
Soffriggete aglio e cipolla in pochissimo olio, unite le spezie e poi le patate tagliate a dadini, rosolatele per un minuto poi versate il brodo caldo e lasciate cuocere per un quarto d'ora.
Frullate tutto, unite il latte di cocco e frullate ancora.
Porzionate nelle ciotole e guarnite con un cucchiaio di yogurt e un ciuffo di menta fresca se proprio volete fare bella figura.
Fredda è più buona.
Il raviolo aperto è diventato lasagna perché sì, perché non ce l'ho l'eleganza del raviolo aperto ma ho la sfrontatezza della lasagna, tiè.
E comunque c'è il gorgonzola, quindi va bene tutto.
Per sei chiamatelicomevipare:
1 spicchio d'aglio
1 noce di burro
2 patate medie bollite
1 bicchiere di latte
30 gr di parmigiano
4 foglie di salvia
9 lasagne secche
olio evo
1/2 bicchiere di latte
100 gr di gorgonzola
noci
un pizzico di farina
Lo dico subito: le uova mi fanno schifo quindi non esiste che io faccia da me la sfoglia per le lasagne. In vero mi disturba pure l'odore d'uovo di quelle comprate ma come ho già detto c'è il gorgonzola e quindi è buono tutto.
Schiacciate le patate e allungatele con un bicchiere di latte.
Rosolate nel burro metà dell'aglio tritato e unite la salvia sminuzzata.
Condite le patate col burro e unite il parmigiano. Aggiustate di sale.
Rosolate l'altro mezzo spicchio d'aglio in pochissimo olio poi unite un mezzo cucchiaino di farina e fatela tostare, aggiungete il mezzo bicchiere di latte mescolando costantemente e poi il gorgonzola ancora mescolando.
Non appena il forgmaggio è sciolto, levate tutto dal fuoco e aggiungete qualche gheriglio di noce spezzettato.
Fate bollire le lasagne in acqua salata, scolatele e con un ampio coppapasta ricavatene una forma gradevole.
Inutile dire che questo comporta un certo spreco di pasta, perfettamente evitabile trasformando ogni lasagna in due semplici quadrati.
Rivestite una teglia di carta forno e, ben distanziati come fossero biscotti, disponete 6 quadrati di sfoglia, farciteli con le patate e un goccio di salsa al gorgonzola.
Ripetete per un secondo strato di tutti gli ingredienti e chiudete con un terzo strato di sfoglia che non condirete.
Infornate a 250° per 5'/10' o comunque finché la lasagna più in alto non risulterà croccante e dorata.
Distribuite i ravioli sui piatti da portata e ricopriteli con la restante salsa al gorgonzola.
Decorate, volendo, con qualche foglia di salvia che fa sempre molta scena.
L'altra è una vellutata che serve a far finta che io posti anche ricette sane.
La vellutata è di patate dolci ma è al curry; il che significa che la mia casa puzzerà per una settimana e che la base della vellutata potrebbero essere anche giornali vecchi ché tanto il mix speziato copre tutto.
Però è buona
I ravioli-lasagna mi son costati due piatti perché sono una deficiente e li ho infornati direttamente sui piatti da portata che si sono giustamente spaccati... neanche col Nintendo 8 bit ero così brava al tiro al piattello.
Per riempire circa sei ciotole di vellutata:
500 gr di patate dolci o giornali vecchi o gommapiuma o trucioli di legno
2 cucchiaini di curry
1/4 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di zenzero
2 cucchiaini di spezie La saporita
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
750 ml di brodo vegetale
250 ml di latte di cocco
yogurt
olio evo
La cosa più lunga è pelare le patate dolci che sono irregolari e bitorzolute e che, tutto sommato, fanno riconsiderare l'ipotesi truciolare di legno.
Soffriggete aglio e cipolla in pochissimo olio, unite le spezie e poi le patate tagliate a dadini, rosolatele per un minuto poi versate il brodo caldo e lasciate cuocere per un quarto d'ora.
Frullate tutto, unite il latte di cocco e frullate ancora.
Porzionate nelle ciotole e guarnite con un cucchiaio di yogurt e un ciuffo di menta fresca se proprio volete fare bella figura.
Fredda è più buona.
Il raviolo aperto è diventato lasagna perché sì, perché non ce l'ho l'eleganza del raviolo aperto ma ho la sfrontatezza della lasagna, tiè.
E comunque c'è il gorgonzola, quindi va bene tutto.
Per sei chiamatelicomevipare:
1 spicchio d'aglio
1 noce di burro
2 patate medie bollite
1 bicchiere di latte
30 gr di parmigiano
4 foglie di salvia
9 lasagne secche
olio evo
1/2 bicchiere di latte
100 gr di gorgonzola
noci
un pizzico di farina
Lo dico subito: le uova mi fanno schifo quindi non esiste che io faccia da me la sfoglia per le lasagne. In vero mi disturba pure l'odore d'uovo di quelle comprate ma come ho già detto c'è il gorgonzola e quindi è buono tutto.
Schiacciate le patate e allungatele con un bicchiere di latte.
Rosolate nel burro metà dell'aglio tritato e unite la salvia sminuzzata.
Condite le patate col burro e unite il parmigiano. Aggiustate di sale.
Rosolate l'altro mezzo spicchio d'aglio in pochissimo olio poi unite un mezzo cucchiaino di farina e fatela tostare, aggiungete il mezzo bicchiere di latte mescolando costantemente e poi il gorgonzola ancora mescolando.
Non appena il forgmaggio è sciolto, levate tutto dal fuoco e aggiungete qualche gheriglio di noce spezzettato.
Fate bollire le lasagne in acqua salata, scolatele e con un ampio coppapasta ricavatene una forma gradevole.
Inutile dire che questo comporta un certo spreco di pasta, perfettamente evitabile trasformando ogni lasagna in due semplici quadrati.
Rivestite una teglia di carta forno e, ben distanziati come fossero biscotti, disponete 6 quadrati di sfoglia, farciteli con le patate e un goccio di salsa al gorgonzola.
Ripetete per un secondo strato di tutti gli ingredienti e chiudete con un terzo strato di sfoglia che non condirete.
Infornate a 250° per 5'/10' o comunque finché la lasagna più in alto non risulterà croccante e dorata.
Distribuite i ravioli sui piatti da portata e ricopriteli con la restante salsa al gorgonzola.
Decorate, volendo, con qualche foglia di salvia che fa sempre molta scena.
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lunedì 5 marzo 2012
Se la ricetta è facile, tanto vale farne due
Come se servisse una scusa per finire il parmigiano...
Be', fino a poco tempo fa a me sarebbe servita, anzi pure per iniziarlo, ché i formaggi non li mangiavo... poi, sai, la vita, o chi per lei, e ora sarei pronta ad avviare un caseificio.
La ricetta di oggi sarebbe quella del pesto di rucola, ma è effettivamente intuibile fin dal nome, penso.
Quindi la fornirò comunque, ma vergognandomi!
E per riscattarmi, ne allego un'altra in omaggio.
Pesto di rucola
dosi per 4-6 persone
100gr rucola
100gr parmigiano
un pizzico di sale
3 cucchiai d'olio e.v.o.
100gr pinoli tostati
poca acqua
Tuffo carpiato nel robot: prima il parmigiano, che si triti bene, poi la rucola, l'olio e il sale; tritate tutto e aggiungete uno o due cucchiai d'acqua (o olio, volendo esagerare) se il tutto risultasse troppo denso.
A parte, tostate leggermente i pinoli e aggiungeteli al pesto, lasciandoli interi.
Vive come un pesto, ma di fatto è una sorta di salsa vera e propria, quindi abbondate quando ci condite la pasta!
Scones al formaggio
220gr farina
140ml latte (+qualche altro cucchiaio)
30gr burro
sale
pepe
mezzo cucchiaino di bicarbonato o lievito per torte salate
80gr, ma facciamo 100, di parmigiano, gouda o altro formaggio grattato
origano
Impastate tutti gli ingredienti insieme. Come al solito, io lancio nel robot e fa tutto lui: prima il formaggio, così lo trita, poi il resto.
Stendete l'impasto a uno spessore di un centimetro e mezzo o poco più.
Ritagliate gli scones con un coppapasta dal diametro di 4 o 5 centimetri.
Spennellateli con del latte e cuoceteli in forno caldo per 12-15 minuti a 200°.
Be', fino a poco tempo fa a me sarebbe servita, anzi pure per iniziarlo, ché i formaggi non li mangiavo... poi, sai, la vita, o chi per lei, e ora sarei pronta ad avviare un caseificio.
La ricetta di oggi sarebbe quella del pesto di rucola, ma è effettivamente intuibile fin dal nome, penso.
Quindi la fornirò comunque, ma vergognandomi!
E per riscattarmi, ne allego un'altra in omaggio.
dosi per 4-6 persone
100gr rucola
100gr parmigiano
un pizzico di sale
3 cucchiai d'olio e.v.o.
100gr pinoli tostati
poca acqua
A parte, tostate leggermente i pinoli e aggiungeteli al pesto, lasciandoli interi.
Vive come un pesto, ma di fatto è una sorta di salsa vera e propria, quindi abbondate quando ci condite la pasta!
Scones al formaggio
220gr farina
140ml latte (+qualche altro cucchiaio)
30gr burro
sale
pepe
mezzo cucchiaino di bicarbonato o lievito per torte salate
80gr, ma facciamo 100, di parmigiano, gouda o altro formaggio grattato
origano
Impastate tutti gli ingredienti insieme. Come al solito, io lancio nel robot e fa tutto lui: prima il formaggio, così lo trita, poi il resto.
Stendete l'impasto a uno spessore di un centimetro e mezzo o poco più.
Ritagliate gli scones con un coppapasta dal diametro di 4 o 5 centimetri.
Spennellateli con del latte e cuoceteli in forno caldo per 12-15 minuti a 200°.
martedì 20 dicembre 2011
Radicchio e taaaaante foto
Questa è la storia di un ripieno, vagulo e blandulo...
... e questo è come va a finire.
Ripieno solitario, ricetta.
Un cespo di radicchio
Una cipolla piccola
Olio e.v.o.
100 gr provola affumicata
2 cucchiai di miele
sale
poco pan grattato
Sfogliate il radicchio, lavatelo e tagliate le foglie a listarelle.
Soffriggete la cipolla, tritata, in poco olio extra vergine e quando è bionda aggiungete il radicchio, salate e fate stufare finché non perde l'acqua e si intenerisce.
Spostatelo in una ciotola, aggiungete la provola a dadini e il miele, frullate col mixer a immersione fino a ottenere un composto liscio (aggiustate con poco pan grattato se risulta troppo liquido).
Potrete scegliere di farci dei ravioli e la dose dovrebbe bastare per una sfoglia fatta con 250gr di semola (con mezzo bicchiere d'acqua, un cucchiaino di sale e, volendo, uno d'olio).
Si possono chiudere semplicemente a mezza luna, ma un'idea carina è chiuderli come i culurgiones di un precedente post, ma creando la spiga da entrambe le parti, quindi seguendo le indicazioni qui riportate e fermandosi a metà raviolo per poi fare la stessa cosa partendo dall'altra estremità.
Per il condimento, oltre al classico burro e salvia, io preferisco un filo d'olio extra vergine a crudo e rosmarino che ne esalta deliziosamente il gusto.
Inutile dire che si possono tranquillamente congelare e, alla bisogna, tuffare direttamente gelati nell'acqua bollente.
Lo stesso ripieno è ottimo se utilizzato per riempire i vol au vent di pane.
Vol au vent ma senza vent
dosi per circa metà ripieno (ché non siamo mica un catering... col resto ci condite la pasta!)
dosi, insomma, per 12 vol au vent grandi e 8 piccoli
36 fette di pane in cassetta
tre cucchiai di farina
qualche cucchiaio d'acqua
sale
olio e.v.o
tre coppapasta di tre misure diverse
Ritagliate un disco da ogni fetta di pane col coppapasta più grande.
Tenete da parte 12 dischi e forate gli altri 24 col coppapasta medio.
Preparate i gruppi di tre pezzi (una base più due anelli) e teneteli da parte.
Prendete ora le 24 basi più piccole, ricavate dalla realizzazione degli anelli grandi e tenetene da parte 8, realizzate gli anelli con le altre 16 e formate anche questa volta i gruppi di tre.
In una ciotola, allungate la farina con tanta acqua quanta ne servirà per ottenere la consistenza della colla vinilica (Ricordate La colla edibile cui accennai nel primo post?) e aggiustatela di sale.
Con un cucchiaino stendete la "colla" sul bordo di ogni base e poggiate sopra il primo anello, su cui stenderete ancora la colla e posizionerete il secondo.
Una volta pronti, spennellateli con l'olio d'oliva e infornateli a 250° per pochi minuti se intendete riempirli di qualcosa che dovrà tornare in forno o fino a completa doratura in caso contrario.
Questa stessa scelta si pone col nostro ripieno. Potete farli dorare per bene e poi riempirli, servendo il ripieno freddo decorato con un ciuffetto di provola o una fogliolina di carciofo crudo.
Oppure sfornarli a metà cottura, porre sul fondo un dadino di provola, aggiungere il ripieno e ancora un dadino di provola in cima, per poi terminare la cottura con qualche minuto ancora di forno.
venerdì 18 novembre 2011
Ciao, vuoi ingrassare mangiando carote?
Le carote cotte piacciono a pochi, alla mia migliore amica non piacciono per niente e uno dei miei massimi obiettivi è farle cambiare idea... purtroppo non vive qui e quindi da anni non cucino per lei e prima le carote non le frequentavo più di tanto!
Non che io passi la vita a mangiarle eh, ma esistono due modi di cucinarle per i quali potrei raggiungere l'obesità, così, mangiando carote.
Oggi ve ne propongo uno, perché i passaggi dell'altro non me li ricordo più!
Per niente parmigiana di carote
ovvero semplicemente carote su carote... scopa.
Dosi per quattro persone
400gr carote
100gr provola o scamorza affumicata
1latta piccola di pelati
olio e.v.o.
una mezza cipolla piccola
sale
zucchero
tanto basilico
pangrattato quanto basta
Cuocete al vapore o al micro (11 minuti in apposito contenitore) le carote.
Fatele raffreddare un po' e tagliatele a strisce sottili.
Intanto, preparate un sugo soffriggendo la cipolla in poco olio, poi versate i pelati, aggiustate di sale e regolate l'acidità con lo zucchero; cuocete per una decina di minuti poi aggiungete un bel po' di foglie di basilico e passate tutto al mixer (se avete cotto le carote nel micro, aggiungete al sugo anche la poca acqua che avranno perso).
Prendete una pirofila o una terrina e stendete un velo di pomodoro, poi spargete poco pangrattato
Fate gratinare in forno caldo, alla massima potenza, per poco più di dieci minuti e poi servite tiepido.
Tricks
- Se volete farvi male, e dovreste, spargete qualche fiocco di burro sulla superficie della preparazione prima di infornarla.
- Per essere onesti, serve la metà della salsa che ho indicato, o il doppio delle carote!
La salsa è quella che viene fuori da una latta piccola di pelati e fossi in voi rispetterei le dosi, perché con quella che avanza potete condire degli gnocchi di patate, cui dovrete solo aggiungere, anche in questo caso, un po' di provola affumicata a dadini, un ciuffo di basilico e una spolverata di parmigiano.
Val la pena di far la salsa anche solo per gli gnocchi... diciamoci la verità: quelle son pur sempre carote, non possono mica competere con un piatto di pasta come si deve!
Non che io passi la vita a mangiarle eh, ma esistono due modi di cucinarle per i quali potrei raggiungere l'obesità, così, mangiando carote.
Oggi ve ne propongo uno, perché i passaggi dell'altro non me li ricordo più!
Per niente parmigiana di carote
ovvero semplicemente carote su carote... scopa.
Dosi per quattro persone
400gr carote
100gr provola o scamorza affumicata
1latta piccola di pelati
olio e.v.o.
una mezza cipolla piccola
sale
zucchero
tanto basilico
pangrattato quanto basta
Cuocete al vapore o al micro (11 minuti in apposito contenitore) le carote.
Fatele raffreddare un po' e tagliatele a strisce sottili.
Intanto, preparate un sugo soffriggendo la cipolla in poco olio, poi versate i pelati, aggiustate di sale e regolate l'acidità con lo zucchero; cuocete per una decina di minuti poi aggiungete un bel po' di foglie di basilico e passate tutto al mixer (se avete cotto le carote nel micro, aggiungete al sugo anche la poca acqua che avranno perso).
Prendete una pirofila o una terrina e stendete un velo di pomodoro, poi spargete poco pangrattato
e fate uno strato di carote, coprite con qualche fetta di provola, ancora pomodoro e pangrattato abbondante.
Procedete fino a esaurire le carote e, seguendo l'ordine, l'ultimo strato dovrà essere di pangrattato.
Fate gratinare in forno caldo, alla massima potenza, per poco più di dieci minuti e poi servite tiepido.
Tricks
- Se volete farvi male, e dovreste, spargete qualche fiocco di burro sulla superficie della preparazione prima di infornarla.
- Per essere onesti, serve la metà della salsa che ho indicato, o il doppio delle carote!
La salsa è quella che viene fuori da una latta piccola di pelati e fossi in voi rispetterei le dosi, perché con quella che avanza potete condire degli gnocchi di patate, cui dovrete solo aggiungere, anche in questo caso, un po' di provola affumicata a dadini, un ciuffo di basilico e una spolverata di parmigiano.
Val la pena di far la salsa anche solo per gli gnocchi... diciamoci la verità: quelle son pur sempre carote, non possono mica competere con un piatto di pasta come si deve!
giovedì 3 novembre 2011
Romanzodipocacosa ha stretto amicizia con le zucchine
Solo l'anno scorso detestavo le zucchine.
Trovavo fossero del tutto sopravvalutate e insopportabilmente amare... come, del resto, trovo la zucca insopportabilmente dolce!
Poi le ho affrontate, le zucchine, e ora mi stan dando grandi soddisfazioni... o forse io a loro, non so.
Penne alle zucchine croccanti
250gr penne
3 grosse zucchine verdi
olio e.v.o.
pochi cucchiai di pan grattato
sale
pinoli
Tagliate le zucchine in pezzi non troppo grossi e saltatele nell'wok con poco olio e senza soffritto.
Salatele in modo che perdano l'acqua e continuate la cottura finché non diventano morbide.
Aggiungete il pangrattato, quanto basta perché assorba tutto l'olio e proseguite con la cottura finché il pane non torna croccante e le zucchine stracotte... io arrivo a bruciacchiarle perché mi piacciono di più.
Cuocete e scolate le penne (una buona idea è ricordarsi di salare l'acqua... io, ovviamente, l'ho dimenticato) e conditele con le zucchine e un filo d'olio a crudo.
Aggiungete i pinoli, tostati, e servite.
Io i pinoli non li ho messi perché sono avara e me li tengo per altre occasioni e non ho aggiunto altri condimenti perché è un piatto in cui il gusto delle zucchine, praticamente in purezza, è piacevolissimo accostato a quello di una buona pasta... nulla però vi vieta di riempire il piatto di formaggi!
La ricetta è tanto semplice da sembrar sciocca, eppure potrei arrivare a ricette ancor più elementari, tipo: cuocete la pasta e conditela con gorgonzola e pesto... sarebbe una presa in giro, anche se il piatto poi è ottimo sul serio. Ma per far bella figura vi dico anche che lo stesso condimento di zucchine è meraviglioso sui crostini!
E già che ci sono mi faccio figa e ve lo spaccio per piatto dietetico e vegano, tiè!
Trovavo fossero del tutto sopravvalutate e insopportabilmente amare... come, del resto, trovo la zucca insopportabilmente dolce!
Poi le ho affrontate, le zucchine, e ora mi stan dando grandi soddisfazioni... o forse io a loro, non so.
Penne alle zucchine croccanti
250gr penne
3 grosse zucchine verdi
olio e.v.o.
pochi cucchiai di pan grattato
sale
pinoli
Tagliate le zucchine in pezzi non troppo grossi e saltatele nell'wok con poco olio e senza soffritto.
Salatele in modo che perdano l'acqua e continuate la cottura finché non diventano morbide.
Aggiungete il pangrattato, quanto basta perché assorba tutto l'olio e proseguite con la cottura finché il pane non torna croccante e le zucchine stracotte... io arrivo a bruciacchiarle perché mi piacciono di più.
Cuocete e scolate le penne (una buona idea è ricordarsi di salare l'acqua... io, ovviamente, l'ho dimenticato) e conditele con le zucchine e un filo d'olio a crudo.
Aggiungete i pinoli, tostati, e servite.
Io i pinoli non li ho messi perché sono avara e me li tengo per altre occasioni e non ho aggiunto altri condimenti perché è un piatto in cui il gusto delle zucchine, praticamente in purezza, è piacevolissimo accostato a quello di una buona pasta... nulla però vi vieta di riempire il piatto di formaggi!
La ricetta è tanto semplice da sembrar sciocca, eppure potrei arrivare a ricette ancor più elementari, tipo: cuocete la pasta e conditela con gorgonzola e pesto... sarebbe una presa in giro, anche se il piatto poi è ottimo sul serio. Ma per far bella figura vi dico anche che lo stesso condimento di zucchine è meraviglioso sui crostini!
E già che ci sono mi faccio figa e ve lo spaccio per piatto dietetico e vegano, tiè!
venerdì 21 ottobre 2011
Variazione di ravioli di patate ogliastrini
Nome presuntuoso per dare un minimo di credibilità alle tremende azioni di cui sto per rendervi complici.
Questi ravioli, che poi si chiamano culurgiones, sono qualcosa di eccezionale: saporitissimi, accostano insieme dei gusti piuttosto forti restituendoli in un mix perfetto.
Questo in generale; i miei, adattati al mio piacere, non lo so.
Il limite principale di questa preparazione è di tipo geografico, non solo regionale ma addirittura provinciale.
Sono ravioli tipici dell'Ogliastra e della provincia di Nuoro e il formaggio che ne caratterizza il gusto è difficile da trovare persino a Cagliari (Ma se siete di Cagliari, si trova spesso al Conad!).
Si tratta di un formaggio in salamoia, chiamato Casu amurgiau, salatissimo e dall'odore piuttosto pungente, simile, per consistenza e gusto al Feta greco, che però risulta meno salato.
E qui viene l'aberrazione: se non trovate quel che serve, puntate sul Feta!
E questa è solo la prima difficoltà, alè!
La seconda ve la dico dopo.
Culurgiones
Dosi per un'infinità
3,5kg di patate
400gr di casu amurgiau o feta
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
100 gr olio e.v.o.
taaaanta menta, tipo 30 foglioline? 30!
800gr di semola
un bicchiere abbondante di acqua salata
Le dosi, enormi, sono proporzionali al formato minimo in cui è reperibile a Cagliari il formaggio amurgiau, ovvero vaschette da 400 grammi, consiglio però di farne la metà se non addirittura un quarto.
Preparate la sfoglia a modo vostro o a modo mio: mettete la semola nel mixer, azionate le lame e versate l'acqua finché il tutto non è ben amalgamato e lavorabile come un normale impasto da tagliolini.
Fate un soffritto di aglio olio e cipolla; poi tritate tutto col mixer fino a ridurlo in crema e mettetelo da parte.
Lessate le patate (senza sale se avete il formaggio giusto) e schiacciatele per bene.
Unite il formaggio, ridotto in poltiglia con una forchetta o con lo schiacciapatate.
Versate la strage di soffritto e la menta tritata finissima.
Stendete la sfoglia appena più spessa di quella per una lasagna e ritagliate i cerchi col coppapasta (diametro 5cm).
Ora viene il difficile.
La chiusura a spiga.
Non è quella che determina il gusto, ma certamente è ciò che li caratterizza, quindi, per mio conto potete anche chiuderli col raviolatore dell'Imperia, ma imparando la vera chiusura potrete applicarla a qualsiasi tipo di raviolo rendendolo non solo più accattivante, ma anche chiuso in maniera più salda.
Prendete un cerchio di pasta e, usando il manico di una forchetta come paletta, posizionateci il ripieno abbondante, con l'esperienza ho notato che usando il doppio del ripieno necessario, il risultato è migliore, l'eccesso andrà via da solo durante la chiusura.
Per potervi spiegare la chiusura, ho avuto un'idea tremenda, ma che potrebbe funzionare. Questa:
Sì, è plastilina! E sarebbe più dignitoso se vi dicessi che l'ho comprata per l'occasione...
Non che sia il materiale più adatto, perché nella plastilina mica si attiva il glutine, quindi non è elastica e si spacca; ma mi fa comodo per far vedere passo passo il procedimento e per questo l'ho divisa in due colori.
Una volta posizionato il ripieno (che dovrà essere davvero tanto, qui è poco perché il ripieno vero è morbido e facile da dividere, la plastilina non altrettanto), piegate in due la sfoglia.
Create una piega in dentro a una delle estremità.
Schiacciate (delicatamente ma comunque in modo da incollare) una delle due ali di pasta.
Schiacciate a questo punto l'altra sulla prima.
Spingete ora la punta che avete ottenuto verso il ripieno, in modo che si formino altre due ali di pasta, più in alto.
Ripetete quindi l'operazione precedente: schiacciate l'ala rossa sulla punta e poi quella gialla e via andare fino alla fine del raviolo.
Giunti alla fine, chiudete il raviolo rigirando la pasta fra pollice e indice realizzando una sorta di coda.
Quanto più piccine saranno le alette a ogni giro, tanto più definita sarà la spiga finale, ma anche larga sarà un ottimo primo risultato.
Di seguito una serie di possibili risultati che ho trovato nelle immagini di google.
I ravioli, specie nella quantità che ho proposto, possono serenamente essere surgelati, posti distanziati su vassoi e conservati in sacchetti una volta congelati.
Quanto alla cottura, basteranno pochi minuti in acqua salata (ma non troppo) e qualcosa in più per quelli levati direttamente dal freezer.
Cotti, crescono parecchio, quindi più è piccolo il coppapasta più la dimensione sarà carina dopo la bollitura.
Il condimento che uso di solito è quello che mia nonna e mia madre chiamano sugo scemo: soffritto di aglio e olio e passata di pomodoro aggiustata con poco latte, una punta di zucchero e sale. Ho però scoperto che mi piacciono di più senza niente. Ma proprio niente!
(Questa la ragione per cui quelli che ho fatto io e che vedete nella primissima foto, ve li ho mostrati crudi).
Tricks
- Ovviamente, potete mettere un albume sia nell'impasto che nel ripieno per facilitarvi il lavoro, io non ci penso nemmeno.
- Fritti (anzi che bolliti) in una padellina con un goccio d'olio sono uno stuzzichino da aperitivo niente niente male.
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