La mia vita nordica procede serena, per nordica intendiamo milanese e per milanese intendiamo un ristorante ogni cinque passi e per ristorante ogni cinque passi intendiamo che qui mangio e non cucino.
Mi sento in vacanza e io in vacanza mangio cose che non ritroverò a casa e vado per musei.
Son stata in Rinascente, sulla terrazza, e, da lì, ho visto le guglie del Duomo, invidiando chi ci passeggiava. Son stata sulle guglie del Duomo e, dalla terrazza della Rinascente, nessuno mi invidiava.
Sulla terrazza della Rinascente la gente fa l'aperitivo, dal tramonto all'alba.
In questo universo parallelo, in cucina, credo di aver superato me stessa: Shameless prize, mio tutto il podio.
Per le foto rinuncio pure a chiedere scusa; per la semplicità della ricetta farò ammenda in ginocchio sui ceci ché di quelli parliamo.
Vellutata di ceci, autosufficiente in modo inaspettato.
Umile e discreta, sperava d'essere accompagnamento; è stata portata principale, pur essendo fatta di niente.
Dosi per due persone o per me
1 latta di ceci
6 foglie di basilico
40 gr di parmigiano
sale
pepe
olio evo
1 spicchio d'aglio
250 ml di latte
Lo so, dovrei pure chiedere scusa per il basilico, comprato a marzo a Milano al supermercato, però sono un migrante quindi a statuto speciale, quindi assaggiate prima di lamentarvi.
Soffriggete l'aglio nell'olio. Unite i ceci sgocciolati, un pizzico di sale e lasciate insaporire per qualche minuto. Aggiungete il latte e portate a ebollizione.
Levate dal fuoco e lasciate intiepidire, unite il parmigiano grattugiato, il pepe e il basilico.
Frullate tutto fino a ottenere una crema liscia.
Vien bene servita nei bicchieri, come aperitivo, ma è felice anche nei piatti
Quindi vi servono i crostini.
Qui, nella casa ipodotata, ci si arrangia alla LIDL e la mia opzione son state le sfoglie di segale al sesamo (che vi consiglio pure ché son buonissime) ma ho una dignità quindi vi lascio la ricetta dei miei biscotti al formaggio, per una combo di colesterolo.
60 gr di Gouda grattugiato finemente
60 gr di farina
40 gr di burro
un pizzico di bicarbonato
sale
spezie a piacere
Si tratta, con tutta evidenza, di una base modificabile, ma è una base buona e questo ci basta.
E ci basta impastare il tutto lanciando gli ingredienti nel robot, stendere l'impasto a 1cm, ritagliare i biscotti e cuocerli a 180° fino a doratura.
Trovate due guglie e godetevi il vostro aperitivo.
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venerdì 21 marzo 2014
giovedì 7 novembre 2013
Patate e batate
L'uno doveva essere un raviolo aperto, che però sembra una lasagna quindi, in pratica, è una lasagna.
L'altra è una vellutata che serve a far finta che io posti anche ricette sane.
La vellutata è di patate dolci ma è al curry; il che significa che la mia casa puzzerà per una settimana e che la base della vellutata potrebbero essere anche giornali vecchi ché tanto il mix speziato copre tutto.
Però è buona
I ravioli-lasagna mi son costati due piatti perché sono una deficiente e li ho infornati direttamente sui piatti da portata che si sono giustamente spaccati... neanche col Nintendo 8 bit ero così brava al tiro al piattello.
Per riempire circa sei ciotole di vellutata:
500 gr di patate dolci o giornali vecchi o gommapiuma o trucioli di legno
2 cucchiaini di curry
1/4 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di zenzero
2 cucchiaini di spezie La saporita
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
750 ml di brodo vegetale
250 ml di latte di cocco
yogurt
olio evo
La cosa più lunga è pelare le patate dolci che sono irregolari e bitorzolute e che, tutto sommato, fanno riconsiderare l'ipotesi truciolare di legno.
Soffriggete aglio e cipolla in pochissimo olio, unite le spezie e poi le patate tagliate a dadini, rosolatele per un minuto poi versate il brodo caldo e lasciate cuocere per un quarto d'ora.
Frullate tutto, unite il latte di cocco e frullate ancora.
Porzionate nelle ciotole e guarnite con un cucchiaio di yogurt e un ciuffo di menta fresca se proprio volete fare bella figura.
Fredda è più buona.
Il raviolo aperto è diventato lasagna perché sì, perché non ce l'ho l'eleganza del raviolo aperto ma ho la sfrontatezza della lasagna, tiè.
E comunque c'è il gorgonzola, quindi va bene tutto.
Per sei chiamatelicomevipare:
1 spicchio d'aglio
1 noce di burro
2 patate medie bollite
1 bicchiere di latte
30 gr di parmigiano
4 foglie di salvia
9 lasagne secche
olio evo
1/2 bicchiere di latte
100 gr di gorgonzola
noci
un pizzico di farina
Lo dico subito: le uova mi fanno schifo quindi non esiste che io faccia da me la sfoglia per le lasagne. In vero mi disturba pure l'odore d'uovo di quelle comprate ma come ho già detto c'è il gorgonzola e quindi è buono tutto.
Schiacciate le patate e allungatele con un bicchiere di latte.
Rosolate nel burro metà dell'aglio tritato e unite la salvia sminuzzata.
Condite le patate col burro e unite il parmigiano. Aggiustate di sale.
Rosolate l'altro mezzo spicchio d'aglio in pochissimo olio poi unite un mezzo cucchiaino di farina e fatela tostare, aggiungete il mezzo bicchiere di latte mescolando costantemente e poi il gorgonzola ancora mescolando.
Non appena il forgmaggio è sciolto, levate tutto dal fuoco e aggiungete qualche gheriglio di noce spezzettato.
Fate bollire le lasagne in acqua salata, scolatele e con un ampio coppapasta ricavatene una forma gradevole.
Inutile dire che questo comporta un certo spreco di pasta, perfettamente evitabile trasformando ogni lasagna in due semplici quadrati.
Rivestite una teglia di carta forno e, ben distanziati come fossero biscotti, disponete 6 quadrati di sfoglia, farciteli con le patate e un goccio di salsa al gorgonzola.
Ripetete per un secondo strato di tutti gli ingredienti e chiudete con un terzo strato di sfoglia che non condirete.
Infornate a 250° per 5'/10' o comunque finché la lasagna più in alto non risulterà croccante e dorata.
Distribuite i ravioli sui piatti da portata e ricopriteli con la restante salsa al gorgonzola.
Decorate, volendo, con qualche foglia di salvia che fa sempre molta scena.
L'altra è una vellutata che serve a far finta che io posti anche ricette sane.
La vellutata è di patate dolci ma è al curry; il che significa che la mia casa puzzerà per una settimana e che la base della vellutata potrebbero essere anche giornali vecchi ché tanto il mix speziato copre tutto.
Però è buona
I ravioli-lasagna mi son costati due piatti perché sono una deficiente e li ho infornati direttamente sui piatti da portata che si sono giustamente spaccati... neanche col Nintendo 8 bit ero così brava al tiro al piattello.
Per riempire circa sei ciotole di vellutata:
500 gr di patate dolci o giornali vecchi o gommapiuma o trucioli di legno
2 cucchiaini di curry
1/4 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di zenzero
2 cucchiaini di spezie La saporita
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
750 ml di brodo vegetale
250 ml di latte di cocco
yogurt
olio evo
La cosa più lunga è pelare le patate dolci che sono irregolari e bitorzolute e che, tutto sommato, fanno riconsiderare l'ipotesi truciolare di legno.
Soffriggete aglio e cipolla in pochissimo olio, unite le spezie e poi le patate tagliate a dadini, rosolatele per un minuto poi versate il brodo caldo e lasciate cuocere per un quarto d'ora.
Frullate tutto, unite il latte di cocco e frullate ancora.
Porzionate nelle ciotole e guarnite con un cucchiaio di yogurt e un ciuffo di menta fresca se proprio volete fare bella figura.
Fredda è più buona.
Il raviolo aperto è diventato lasagna perché sì, perché non ce l'ho l'eleganza del raviolo aperto ma ho la sfrontatezza della lasagna, tiè.
E comunque c'è il gorgonzola, quindi va bene tutto.
Per sei chiamatelicomevipare:
1 spicchio d'aglio
1 noce di burro
2 patate medie bollite
1 bicchiere di latte
30 gr di parmigiano
4 foglie di salvia
9 lasagne secche
olio evo
1/2 bicchiere di latte
100 gr di gorgonzola
noci
un pizzico di farina
Lo dico subito: le uova mi fanno schifo quindi non esiste che io faccia da me la sfoglia per le lasagne. In vero mi disturba pure l'odore d'uovo di quelle comprate ma come ho già detto c'è il gorgonzola e quindi è buono tutto.
Schiacciate le patate e allungatele con un bicchiere di latte.
Rosolate nel burro metà dell'aglio tritato e unite la salvia sminuzzata.
Condite le patate col burro e unite il parmigiano. Aggiustate di sale.
Rosolate l'altro mezzo spicchio d'aglio in pochissimo olio poi unite un mezzo cucchiaino di farina e fatela tostare, aggiungete il mezzo bicchiere di latte mescolando costantemente e poi il gorgonzola ancora mescolando.
Non appena il forgmaggio è sciolto, levate tutto dal fuoco e aggiungete qualche gheriglio di noce spezzettato.
Fate bollire le lasagne in acqua salata, scolatele e con un ampio coppapasta ricavatene una forma gradevole.
Inutile dire che questo comporta un certo spreco di pasta, perfettamente evitabile trasformando ogni lasagna in due semplici quadrati.
Rivestite una teglia di carta forno e, ben distanziati come fossero biscotti, disponete 6 quadrati di sfoglia, farciteli con le patate e un goccio di salsa al gorgonzola.
Ripetete per un secondo strato di tutti gli ingredienti e chiudete con un terzo strato di sfoglia che non condirete.
Infornate a 250° per 5'/10' o comunque finché la lasagna più in alto non risulterà croccante e dorata.
Distribuite i ravioli sui piatti da portata e ricopriteli con la restante salsa al gorgonzola.
Decorate, volendo, con qualche foglia di salvia che fa sempre molta scena.
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martedì 24 settembre 2013
L'invidia del pane
... quando ogni portata vorrebbe averlo.
Più o meno.
Qualche piatto ce l'ha.
Zuppa di cipolle al vino bianco e pudding al limone.
La zuppa è la mia semplificazione di una ricetta di Jamie Oliver; il pudding è frutto della fusione di ricette trovate in rete con una di Nigella Lawson, as usual.
Sconsiglio vivamente di consumarli durante lo stesso pasto, durante lo stesso mese anche.
Leggeri no.
Buoni tanto.
La zuppa di cipolle prevede una cipolla bianca, una grossa fetta di pane, mezzo bicchiere di vino bianco, una noce di burro, uno spicchio d'aglio, tre foglie di salvia e 200 ml di brodo vegetale a persona.
Serve poi un formaggio tipo Groviera, ma non vi do le mie dosi reali per mantenere ancora un po' di dignità. Diciamo a discrezione.
Grattugiate l'aglio.
Esiste un attrezzo apposito e probabilmente lo avete tutti. Probabile anche che non lo abbiate mai notato.
Io ho questo
la parte che ci interessa è quella coi buchi tondi.
Perché penso che lo abbiate tutti?
Perché spesso, sotto forma di piccoli puntini e senza buchi, si trova nel manico di molti pelapatate di plastica. Buttate un occhio.
Altrimenti vanno bene anche le testate.
Rosolate l'aglio nel burro con una parte della salvia tritata.
Unite le cipolle tagliate a fettine: io ho usato la mandolina del solito attrezzo. Grazie solito attrezzo, io ti voglio bene!
Fate andare a fuoco lento finché le cipolle non iniziano a caramellare per bene, poi salatele appena.
Se siete pigri e non avete voglia di aspettare, potete salare le cipolle da subito e farle cuocere coperte: non caramelleranno - il che per alcuni potrebbe comunque essere preferibile - ma cuoceranno più velocemente.
Una volta pronte, deglassate col vino e, quando evapora, aggiungete il brodo e cuocete finché non si riduce della metà circa.
Tostate le fette di pane fino a biscottarle.
Distribuite la zuppa di cipolle in cocottine adatte al forno... ne avessi due uguali!
Coprite ognuna con una fettona di pane che premerete fin quasi a immergerla.
Coprite il tutto col formaggio grattugiato - attrezzo, sempre sii lodato - e con una foglia di salvia.
Cuocete in forno, sotto il grill, finché il formaggio non fonde.
Giro di pepe e servite caldo in modo che il pane risulti ancora leggermente croccante.
A onor del vero devo dirvi che, se non viene servito subito, il formaggio diventa difficile da aggredire col cucchiaio, quindi o vi sbrigate o vi aiutate con una forchetta.
Questo secondo caso implicherà una certa confidenza coi commensali.
Ma è proprio di confidenza e intimità che abbiamo bisogno perché il pudding di pane è un dolce brutto!
Insomma bisogna essere certi di essere molto amati per proporlo agli ospiti, perché si affidino e lo assaggino.
A questo scopo è utile, diciamo pure fondamentale, una teglia che faccia simpatia.
Davvero: provate a proporlo in una tortiera tonda e la gente inizierà a controllare sul calendario il giorno di ritiro dell'umido.
Ricapitolando, gli ingredienti sono:
Una teglia accattivante e pure antiaderente
La scorza grattugiata di un limone
150gr di pane
300gr di zucchero (LO SO!)
450ml di latte
100gr di burro
un cucchiaio di fecola
cannella a piacere
quadretti di cioccolato amaro (facoltativo, se proprio volete morire)
Stemperate la fecola in poco latte, poi aggiungetelo tutto, unite la scorza di limone, la cannella, il burro e lo zucchero e cuocete in un pentolino finché lo zucchero non si sarà sciolto.
Mettete da parte in attesa che si intiepidisca.
Tagliate il pane a pezzetti e ricopriteci l'intera superficie della teglia.
A questo punto potete scegliere di distribuire negli spazi vuoti i quadretti di cioccolato, ma solo se vivete nei pressi di un buon ospedale.
Versate il latte irrorando tutto il pane e infornate a 180° per una mezzora o comunque finché non sarà tutto bello dorato.
Trattasi di dolce mooolto dolce, quindi veramente impegnativo, però altrettanto buono, il comfort food per eccellenza: il pane sarà croccantino sopra e caramellato sotto.
Certo, voi sarete già in guardia medica al momento di lavare i piatti, ma posso garantire che per pulire la teglia basteranno detersivo e acqua bollente.
Il posto più grazioso in cui servire il pudding sono le tazze da tè, possibilmente colorate, e anche così sarà piuttosto brutto... ma tranquilli: finisce subito!
Più o meno.
Qualche piatto ce l'ha.
Zuppa di cipolle al vino bianco e pudding al limone.
La zuppa è la mia semplificazione di una ricetta di Jamie Oliver; il pudding è frutto della fusione di ricette trovate in rete con una di Nigella Lawson, as usual.
Sconsiglio vivamente di consumarli durante lo stesso pasto, durante lo stesso mese anche.
Leggeri no.
Buoni tanto.
La zuppa di cipolle prevede una cipolla bianca, una grossa fetta di pane, mezzo bicchiere di vino bianco, una noce di burro, uno spicchio d'aglio, tre foglie di salvia e 200 ml di brodo vegetale a persona.
Serve poi un formaggio tipo Groviera, ma non vi do le mie dosi reali per mantenere ancora un po' di dignità. Diciamo a discrezione.
Grattugiate l'aglio.
Esiste un attrezzo apposito e probabilmente lo avete tutti. Probabile anche che non lo abbiate mai notato.
Io ho questo
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la parte che ci interessa è quella coi buchi tondi.
Perché penso che lo abbiate tutti?
Perché spesso, sotto forma di piccoli puntini e senza buchi, si trova nel manico di molti pelapatate di plastica. Buttate un occhio.
Altrimenti vanno bene anche le testate.
Rosolate l'aglio nel burro con una parte della salvia tritata.
Unite le cipolle tagliate a fettine: io ho usato la mandolina del solito attrezzo. Grazie solito attrezzo, io ti voglio bene!
Fate andare a fuoco lento finché le cipolle non iniziano a caramellare per bene, poi salatele appena.
Se siete pigri e non avete voglia di aspettare, potete salare le cipolle da subito e farle cuocere coperte: non caramelleranno - il che per alcuni potrebbe comunque essere preferibile - ma cuoceranno più velocemente.
Una volta pronte, deglassate col vino e, quando evapora, aggiungete il brodo e cuocete finché non si riduce della metà circa.
Tostate le fette di pane fino a biscottarle.
Distribuite la zuppa di cipolle in cocottine adatte al forno... ne avessi due uguali!
Coprite ognuna con una fettona di pane che premerete fin quasi a immergerla.
Coprite il tutto col formaggio grattugiato - attrezzo, sempre sii lodato - e con una foglia di salvia.
Cuocete in forno, sotto il grill, finché il formaggio non fonde.
Giro di pepe e servite caldo in modo che il pane risulti ancora leggermente croccante.
A onor del vero devo dirvi che, se non viene servito subito, il formaggio diventa difficile da aggredire col cucchiaio, quindi o vi sbrigate o vi aiutate con una forchetta.
Questo secondo caso implicherà una certa confidenza coi commensali.
Ma è proprio di confidenza e intimità che abbiamo bisogno perché il pudding di pane è un dolce brutto!
Insomma bisogna essere certi di essere molto amati per proporlo agli ospiti, perché si affidino e lo assaggino.
A questo scopo è utile, diciamo pure fondamentale, una teglia che faccia simpatia.
Davvero: provate a proporlo in una tortiera tonda e la gente inizierà a controllare sul calendario il giorno di ritiro dell'umido.
Ricapitolando, gli ingredienti sono:
Una teglia accattivante e pure antiaderente
La scorza grattugiata di un limone
150gr di pane
300gr di zucchero (LO SO!)
450ml di latte
100gr di burro
un cucchiaio di fecola
cannella a piacere
quadretti di cioccolato amaro (facoltativo, se proprio volete morire)
Stemperate la fecola in poco latte, poi aggiungetelo tutto, unite la scorza di limone, la cannella, il burro e lo zucchero e cuocete in un pentolino finché lo zucchero non si sarà sciolto.
Mettete da parte in attesa che si intiepidisca.
Tagliate il pane a pezzetti e ricopriteci l'intera superficie della teglia.
A questo punto potete scegliere di distribuire negli spazi vuoti i quadretti di cioccolato, ma solo se vivete nei pressi di un buon ospedale.
Versate il latte irrorando tutto il pane e infornate a 180° per una mezzora o comunque finché non sarà tutto bello dorato.
Trattasi di dolce mooolto dolce, quindi veramente impegnativo, però altrettanto buono, il comfort food per eccellenza: il pane sarà croccantino sopra e caramellato sotto.
Certo, voi sarete già in guardia medica al momento di lavare i piatti, ma posso garantire che per pulire la teglia basteranno detersivo e acqua bollente.
Il posto più grazioso in cui servire il pudding sono le tazze da tè, possibilmente colorate, e anche così sarà piuttosto brutto... ma tranquilli: finisce subito!
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